Blog di Nunzio: Antonino Arrigo & Figli. La storia del pastificio Pastarrigo (parte V).


Antonino Arrigo & Figli. La storia del pastificio Pastarrigo (parte V).

Posted by Avv. Lorenzo Pusateri on 11/04/2014
 
1972. La storia del pastificio A. ARRIGO & FIGLI continua con la nuova societa’ PASTARRIGO snc. Cambiano, soltanto, la denominazione sociale, l’indirizzo ed il numero di telefono e tutto l’impianto del pastificio, che entra nel novero delle industrie moderne. Gli imballi restano identici ai precedenti, con le modifiche richieste dalle leggi. Alla conduzione dell’azienda restano gli stessi soci, con il solito impegno per il lavoro e la migliore qualita’ dei prodotti.
Per avere un’idea del nuovo pastificio bastano alcuni dati. Seimila metri quadrati di superficie che prospetta sull’intero lato della via Ugo Foscolo, dalla via Salemi Oddo, al Lungomare Cristoforo Colombo. Silos per la materia prima, locali di produzione e confezionamento, reparti stoccaggio prodotti per consegna piccole partite e per ordini di consistenti quantitativi, per G.D.O., magazzino imballi, centrale termica con due generatori da 700 KW ciascuno, cabina elettrica di trasformazione (L’Enel per la potenza richiesta fornisce l’energia in media tensione a 20.000 volt), officina meccanica, con tecnici specializzati, per tutti gli interventi di riparazione e manutenzione degli impianti e degli automezzi, utilizzati per le consegne a domicilio. Reparto vendite al consumatore. Tutti i locali con impianto di trattamento aria differenziato per ciascun reparto. Uffici sobri, moderni e confortevoli, per l’amministrazione e la direzione. Laboratorio per le analisi. Millecinquecento (1500) metri quadrati di piazzale, dei quali parte coperti, per il movimento degli automezzi.
Sono prodotte 40 tonnellate di pasta nelle 24 ore da quattro linee di produzione, tutto e’ completamente automatico dai silos per la semola e per l’acqua al prodotto confezionato, in fardelli o in scatole di cartone, e palettizzato. Al personale compete solo il compito di controllo e di intervento in caso di malfunzionamento.
La commercializzazione viene effettuata da commessi, alle dipendenze della ditta, che acquisiscono gli ordini dei rivenditori, consegnati con automezzi della ditta, e da agenti di commercio e terzi trasportatori per la grande distribuzione organizzata (G.D.O.).
Alla fine degli anni 50 la cessione dei prodotti si era adeguata alla nuova tecnologia di vendita: ordine e consegna franco acquirente, consentono un continuo diretto contatto con il cliente, sia grossista, supermercato o dettagliante.
Cambia totalmente il confezionamento che vieta la vendita di pasta e sfarinati sfusi, in relazione ad una legge del 1954. In Sicilia, nei vecchi pastifici, in prevalenza, la pasta viene confezionata manualmente, favorita dal maggior consumo pro capite (46 kg annui) e dalla richiesta di confezioni da kg cinque, che coprono oltre il 50% delle vendite. Le pezzature da gr. 500 e 1000 sono riservate alle paste di qualita’ pregiata ed ai formati speciali. Nel vecchio pastificio, con l’installazione della linea per paste lunghe, erano state introdotte confezionatrici per il nuovo tipo di imballo con materiale trasparente per pasta lunga e corta e, per motivi di spazio, allocate in locali adiacenti ed alimentate manualmente. Le stesse sono trasferite nel nuovo impianto e montate in linea.
Queste macchine sostituite con nuove nel 1974 sono, successivamente, eliminate nel 1986, a seguito del montaggio della linea per paste lunghe da 10 q.li l’ora. In questo reparto sono introdotte macchine ad alta produzione sino a 50 pacchi da gr. 500 o 1000 al minuto primo, fardellizzate o inscatolate con 12 confezioni. Viene aggiunta una macchina per quelle da Kg 5, ancora richieste dalle comunità e dai singoli clienti.
Vengono acquisiti nuovi clienti, gran parte dei vecchi pastifici locali ed anche di altri concorrenti, tutti attratti dalla qualità superiore del prodotto.
Nell’ottica di portare gli impianti al massimo della produzione (utilizzo dell’85% della potenzialità installata) si inizia a produrre per gli ancora piccoli pastifici, con impianti ormai obsoleti, confezionando con imballi ed il marchio delle ditte, consentendo loro di avere un ottimo prodotto a costi remunerativi. Con un importante pastificio del nord Italia si conclude un accordo per la produzione di un particolare formato, prodotto con semole vitaminizzate, per l’esportazione in Florida (U.S.A.). Si instaurano rapporti con le catene di supermercati, dapprima locali e, successivamente, con la G.D.O. del nord Italia. Nel 1990, tra gli altri, e’ stipulato un contratto di fornitura con un noto gruppo, che gestisce 20 supermercati, prevalentemente in Lombardia; per assicurarle l’esclusiva del prodotto viene creato un nuovo imballo con il marchio “A. ARRIGO & FIGLI”, riproducendo il vecchio segno distintivo su materiale trasparente. L’originale veste grafica e l’alta qualità del prodotto riscontreranno un vasto consenso della clientela, facendolo posizionare, nei punti vendita, tra i marchi piu’ reclamizzati e richiesti.
L’apertura dei mercati del nord, per una fetta consistente della produzione, assicura oltre un continuo lavoro, la certezza del rispetto delle date dei pagamenti, data la serietà dei clienti. Il considerevole quantitativo di prodotti e le modalità di vendita, ormai consolidata, con pagamenti dilazionati fino da 30 a 60 giorni data fattura, richiedono un consistente impegno di capitali, ai quali si fa fronte attingendo al credito bancario.
Nonostante la disponibilita’ degli istituti bancari a concedere fido a condizioni favorevoli, gli interessi annui incidono negativamente sui bilanci. Situazione che si aggrava sempre di piu’ con l’impossibilita’ del recupero dei crediti in sofferenza per ritardati pagamenti di clienti, poco rispettosi degli impegni o in difficolta’ finanziarie e, spesso, falliti.
La cronica lentezza della Giustizia Civile vanifica il ricorso alle vie legali per il recupero dei crediti, aggravandone le perdite per le spese legali approntate.
A falcidiare i bilanci contribuiscono molti altri fattori:
1) il sempre maggiore costo della manodopera e degli oneri contributivi e fiscali, che finiscono con il raddoppiare il netto in busta paga percepito dai dipendenti
2) il maggiore costo dei trasporti per le consegne nel nord Italia;
3) l’addestramento del personale e gli interventi di riparazione delle apparecchiature, quasi tutte elettroniche e computerizzate ed in continua evoluzione;
4) i continui adempimenti burocratici e gli adeguamenti alle nuove norme nazionali e comunitarie sulla sicurezza degli impianti e per la salute dei lavoratori e dei consumatori;
5) l’elevata tassazione sugli utili di entrambi i tipi di societa’ SNC ed SRL, nella quale è stata trasformata con rogito notaio Zalapi’ il 30/11/1989.
Il Comune di Termini Imerese fa la sua parte: la tassa sui rifiuti urbani, applicata in relazione alla superfice occupata, ammonta a diecine di milioni.
La dimensione assunta dall’azienda richiede una guida capace, con radicata vocazione imprenditoriale, che consideri di routine le continue difficolta’ gestionali, per poter condurre al meglio un’impresa di grosse dimensioni. Accortamente l’avv. Lorenzo pensa di preparare la nuova generazione predisponendo un organico gruppo che rappresenti le tre componenti sociali che hanno discendenti.
Una laurea in Economia e Commercio, ad indirizzo aziendale, in una giovane molto determinata all’attivita’ imprenditoriale, con un stage in azienda; uno con il diploma di ragioniere ed il terzo studente in giurisprudenza.
Il dott. Cosimo dovra’ convivere con la sesta generazione, è celibe e non ha discendenti.
Il ricambio generazionale nella A. Arrigo & Figli e Pastarrigo segue un percorso anomalo. Alla terza generazione, rappresentata dai fratelli Antonino e Francesco Pusateri Arrigo, subentrano nel 1961 l’avv. Lorenzo (1929), che da alcuni anni agiva in azienda come socio, ed il fratello dott. Cosimo (!941).
 Con la prematura scomparsa di Francesco, nel 1964 ereditano i figli Lorenzo (1940) e dott. Ignazio (1943).
Nel 1964 si trovano, dunque, a convivere due generazioni, la quarta (avv. Lorenzo) e la quinta, gli altri soci, in azienda mai avevano messo piede e sconoscono il lavoro che in essa si svolge. Nonostante le differenze di eta’ e di cognizioni la compagine societaria, guidata dal socio anziano, trova una solidale coesione che permette di raggiungere i risultati previsti.
L’organigramma studiato per consentire l’ingresso nella conduzione delle due societa’ ai figli dei tre soci, sposati con prole, era pensato secondo la cultura e le esigenze sociali del nuovo secolo, e di certo avrebbe dato ottimi risultati.
Non viene condiviso, soprattutto, perche’ non rispetta l’ordine cronologico del succedersi delle generazioni.
I giovani vista svanire la prospettiva di diventare imprenditori scelgono la loro strada: la dottoressa intraprende la professione di commercialista, con proprio studio ben quotato; lo studente universitario cambia facolta’ iscrivendosi in architettura, si trasferisce nel nord Italia, dove esercita con successo la professione; il ragioniere resta a lavorare con il padre.
Si vanifica un’opportunita’ che avrebbe consentito agli eredi degli antichi pastai e mugnai Arrigo  di potere continuare ad operare in un settore che per Termini Imerese era stato il fiore all’occhiello.
Le due aziende, A. Arrigo & Figli e Pastarrigo, interdipendenti, seguono la stessa sorte.
Onde evitare delle critiche situazioni, non certo gradite, si decide la cessazione delle attivita’ e la messa in liquidazione delle societa al 31 dicembre 2001.

Scompaiono dopo 150 anni due realta’ industriali, che nell’ultimo trentennio hanno continuato una tradizione nel campo industriale ed alimentare. 

Fonte. Archivio Storico Avv. Lorenzo Pusateri

 
 

 


Il marchio Pastarrigo



Lo stabilimento di produzione Pastarrigo di via Ugo Foscolo a Termini Imerese



Pastarrigo. Linea pasta lunga Pavan da 1000 kg/h con accumulo notturno del prodotto



Pastarrigo. Trafila lineare per pasta lunga Pavan (particolare)



Pastarrigo. Reparto di confezionamento automatico Pavan da 50 confezioni al minuto primo, pezzature da gr. 500 e gr. 1000



Pastarrigo. Particolare del confezionamento formato da kg. 5



Anno 1995. Presentazione a Washington



Avv. Lorenzo Pusateri


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