Blog di Nunzio: Le storie davanti il fuoco


Le storie davanti il fuoco

Posted by Nunzio on 14/09/2012
 

 Che rito antico e speciale, quando le serate avevano come schermo acceso il caminetto. Altro che televisore.

Perché è davvero una magia, quella della legna che brucia dentro il camino. Un mondo di fate da godere e assaporare, chiudendo gli occhi un solo istante, e poi immaginando d’essere in un casolare di cent’anni addietro, quando il camino riscaldava la casa e finanche il cuore e l’anima. Quanto tempo è passato, quante storie, quanti racconti. Quelli del nonno, per esempio, mentre sorseggiava il vino e guardava la nonna con una padella larga e bucata, sulla quale saltavano le prime castagne di stagione, per diventare caldarroste.
Certo adesso è facile. Siamo bravi a girare la manopola del gas, pigiare il bottone, fare la scintilla e osservare il camino che si mette a funzionare. E’ un falso, forse, pensiamo. Si. Ma quante cose fasulle oggi ci circondano? Vendono finanche i caminetti con la legna finta e che s’illumina.
Io, invece, non ci sto ad essere l’attore di una telenovela. A casa mia tutto è faticoso. Dalle scale senza ascensore, ai tre caminetti, uno per ogni piano. Almeno, così posso litigare con quello che vende la legna troppo cara e soprattutto perchè non vuol salirla fino al terzo piano. Alla fine, ben contento, cedo e pago. E così sono io che penso ad accatastarla dove non si bagna, e poi con i miei tempi la porto ai vari piani. Mi consolo, pensando ai saggi. Loro sostengono che, chi sa fare bene il fuoco, sa fare bene l’amore. Ma anche questa è una delle tante storie che si raccontano davanti i ceppi accesi, davanti il camino.
Allora, inizia l’attesa dei primi freddi, quasi esitanti, che non ti viene voglia di far la faticaccia di accendere il riscaldamento e dici aspettiamo ancora un po’.  Ma sai bene che non durerà e dovrai farlo molto presto. Tanto vale subito. Perché, in fondo, è questo quello che desideri. La tua prima sera davanti al caminetto. Si comincia, subito, scaldando la canna fumaria. Poi occorre il giornale e prendere un quartino e arrotolarlo. Prima di ricorrere al fiammifero lungo, non dimentichiamo di costruire il letto di giornali sul fondo del camino, avendo cura di non comprimerli, sennò l’aria circola male e l’ossigeno, si sa, è amico del fuoco. Sul “letto” serve aggiungere pezzetti di legno piccoli e secchi, magari tagliuzzati un anno fa. A questo punto, riprendiamo il foglio arrotolato e diamo fuoco e spingiamo la fiamma verso l’alto. Ancora prima di mandare arrosto la mano, però, ricordiamo di appiccare la fiamma ai giornali del “letto” e allontanarci. Se tutto funziona, non occorre riprovare. Quando i legnetti secchi prendono fuoco, mettiamo quelli grossi, costruendo una collinetta di legni incrociati. Quindi, sediamoci sulla poltrona, versiamoci qualcosa da bere e aspettiamo il sogno e l’allegria.
Una sera, due, tutte le sere sono belle da passare così. Come i nostri nonni, con il vino nello stomaco, le orecchie piene di parole e il fuoco negli occhi.
 
rubrica Casa Facile, febbraio 2007
 
 
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