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"Giunto alla terza edizione, il prestigioso riconoscimento istituito ed organizzato dall’associazione “Piazza Dalì”, presieduta da Gianmarco Pulimeni, che vede il patrocinio della Regione Calabria, del Comune di Rizziconi e la collaborazione dell’associazione “Arte&Cultura a Taormina”, oltre che di “Auser”, “@thena” ed “Etnicamente”, non solo raddoppia le sue giornate e consolida, con ospiti e premiati, il “ponte” culturale costruito idealmente negli anni scorsi tra la Sicilia e la Calabria ma, allargando sempre più obiettivi e confini, da un lato risale lo Stivale coinvolgendo anche la Basilicata mentre dall’altro, con l’istituzione del “Premio Speciale Mediterraneo”, si spinge sino a lambire le coste del Nord-Africa. Nel nome di una mediterraneità comune, prolifica culla di ingegni e talenti, e di quelhumus culturale condiviso dalle regioni del Sud Italia – figlie di una storia millenaria che ieri rifulgeva della luce della Magna Grecia ed oggi subisce il crepuscolo di mortificanti gap strutturali socio-economici – il “Premio Elmo” rivendica così la sua attenzione ad un territorio dove “fare cultura” costituisce già di per sé un atto ostentatamente “straordinario”. 

Un palmarés di spicco quello proposto, che vede fra i vincitori nella sezione “Artisti” due pittori entrambi calabresi. Francesco Bulzis e Tina Sgrò, definita dal critico e storico Rolando Bellini “espressione di punta, di primissima linea sulla scena artistica contemporanea”.Nella sezione “Associazioni e Fondazioni” vede vincitori del “Premio Elmo 2014” ben due realtà: una fondata da Rino Cardone, giornalista caposervizio TGR Rai, saggista, poeta, nonché appassionato critico d’arte; l’altra, la Scuola del Graffito Polistrato di Montemurro (PZ), iniziativa artistica unica e particolare fondata nel 2003 da Giuseppe Antonello Leone.  Per la sezione “Giornalisti” il “Premio Elmo 2014” rende onore a Manuela Iatì, giovane giornalista di Reggio Calabria fortemente impegnata nel sociale e nei problemi ambientali. Mentre il vincitore del “Premio Elmo 2014 Speciale Mediterraneo” è lo stilista marocchino trentenneHicham Ben’ Mbareck.
La sezione “Scrittori” omaggia il successo – un vero exploit – di un autore al suo esordio letterario: Nunzio Russo, scrittore palermitano, discendente da una antica famiglia di imprenditori che, coniugando l’amore per la sua terra ad una prosa elegante e raffinata, ha dato vita con “La Voce del Maestrale”ad un grande romanzo storico, una saga familiare che, dipanata tra lo splendore della campagna siciliana e le terre bruciate dal caldo sole africano, attraversa generazioni di produttori pastai legati dall’onore e dal rispetto di valori imprescindibili, di cui la violenza del potere mafioso non potrà, comunque, avere ragione.
E proprio la “La voce del Maestrale” sarà presentato al pubblico calabrese sabato 6 settembre, alle ore 21, nella piazza Vittorio Emanuele II, nel corso della serata “Chiacchierando di ordinaria cultura” condotta dalla giornalista MariaTeresa Papale, presidente dell’associazione “Arte & Cultura a Taormina”, cui parteciperanno oltre ai premiati, numerosi

“La voce del Maestrale” (EEE Edizioni) di Nunzio Russo e’ un romanzo appassionante che si districa tra l’Italia e l’Africa e racconta la saga di una famiglia di pastai che, tra intrighi e passioni per un prodotto tipico italiano, lotta per la sua affermazione sociale in un piccolo paesino della Sicilia negli anni della Seconda Guerra Mondiale. Una storia che riporta il lettore alle origini della pasta di cui si parla in tutto il mondo per essere il prodotto simbolo del Bel Paese. La pasta, infatti, e’ nata in Sicilia e più precisamente a Termini Imerese e le cui origini sembra risalgano al 1154. Il Maestrale e’ un vento che soffia sulle terre siciliane e che significa per i suoi abitanti molto più di cio’ che si pensa, oltre ad avere un particolare significato all’interno del racconto stesso. Un luogo simbolo, la Sicilia, che riporta alla mente sapori e tradizioni, ma che sa affermare anche i talenti pronti a raccontarne le meraviglie. Il prossimo 22 Aprile 2013 il romanzo sarà presentato presso l’Universita’ di Modena e Reggio Emilia in collaborazione con Boorea, Rotary Reggio Emilia, Rotary Val di Secchia, Club Unesco RE, presso l’Aula Magna all’interno di un progetto ambizioso e molto interessante, perche’ sara’ ripercorsa la storia della produzione delle “Reggiane” per mulini e pastifici attraverso la stessa opera e sara’ illustrato il progetto di recupero di una macchina per la lavorazione del grano, prodotta dalle “Reggiane” nel 1939. Un evento e un progetto di grande importanza e interesse. Link dell’evento su Facebook: https://www.facebook.com/events/325646030894780/ .  

Lo scrittore palermitano Nunzio Russo ha vinto la sezione Scrittori del “Premio Elmo 2014”, che si terrà a Rizziconi (Reggio Calabria) sabato 6 e domenica 7 settembre, con il romanzo storico “La Voce del Maestrale” che segna il suo esordio letterario. Discendente da una antica famiglia di imprenditori, Nunzio Russo ha dato vita ad una saga familiare che, dipanata tra lo splendore della campagna siciliana e le terre bruciate dal caldo sole africano, attraversa generazioni di produttori pastai legati dall’onore e dal rispetto di valori imprescindibili, di cui la violenza del potere mafioso non potrà, comunque, avere ragione. Tutto coniugando l’amore per la sua terra ad una prosa elegante e raffinata. La voce del Maestrale sarà presentato al pubblico calabrese sabato 6 settembre, alle 21, nella piazza Vittorio Emanuele II, nel corso della serata “Chiacchierando di ordinaria cultura” condotta dalla giornalista Maria Teresa Papale, presidente dell’associazione “Arte & Cultura a Taormina”.

Giunto alla sua terza edizione, il Premio Elmo rappresenta un prestigioso riconoscimento istituito ed organizzato dall’associazione Piazza Dalì (presieduta da Gianmarco Pulimeni), che vede il patrocinio della Regione Calabria, del comune di Rizziconi e la collaborazione dell’associazione Arte&Cultura a Taormina, oltre che di Auser, @thena ed Etnicamente. Scopo è dare attenzione ad una mediterraneità comune che è anche prolifica culla di ingegni e di talenti nonché di un humus culturale condiviso dalle regioni del Sud Italia. Il Premio Elmo rivendica, così, la sua attenzione ad un territorio dove “fare cultura” costituisce già di per sé un atto ostentatamente “straordinario”.

Il Premio Elmo, diviso in sezioni, premia personalità distintesi a vario titolo nel campo artistico, culturale, sociale. Il vincitore del “Premio Elmo 2014 Speciale Mediterraneo” è lo stilista marocchino trentenne Hicham Ben’ Mbareck, arrivato nel 1988 a Firenze come pasticcere ed oggi creatore di moda di successo in un piccolo atelier accanto l’Arno dove, mescolando tradizione marocchina e glamour italico, disegna e realizza cinture, scarpe e giubbotti in pelle di grande originalità all’insegna dell’integrazione tra i popoli e le loro culture. Il suo marchio è “Benheart”, un mix di termini anglo-arabi che significano “figlio del cuore”, perché Hicham Ben’ Mbareck è veramente “figlio” del cuore che oggi porta in petto, ri-nato grazie al cuore di un donatore italiano quando il suo, mentre giocava a pallone, si è fermato per ben sette volte. Così “musulmano col cuore da cristiano” come orgogliosamente ama definirsi, lo stilista marocchino ha disegnato e fatto sfilare con successo a Pitti Uomo i suoi giubbotti “antirazzismo”, regalandone poi tre ai tre “oriundi” della Nazionale italiana, Balotelli, El Shaarawy e Dani Osvaldo.
 
La sezione “Associazioni e Fondazioni” vede vincitori del “Premio Elmo 2014” ben due realtà di eccellenza sfoggiate entrambe dalla Regione Basilicata. Una fondata da Rino Cardone, giornalista caposervizio TGR Rai, saggista, poeta, appassionato critico d’arte, entusiasta organizzatore e rigoroso curatore di mostre, che ha intitolato alla memoria della giovanissima figlia – il cui sogno era di fare il medico in Africa – l’associazione “Sefora Cardone Onluss” dedita all’aiuto dei più poveri e di chi è in difficoltà con la realizzazione d

Salve Nunzio,
grazie per aver accettato questa intervista nella quale parleremo, tra l’altro, anche e soprattutto della prossima presentazione del tuo romanzo. Ma raccontaci quali sono stati, in primis, gli spunti che ti hanno portato a raccontare di questa storia. Hanno uno sfondo autobiografico, vista l’ambientazione?

RISPOSTA:
Come tutti i romanzi storici o assimilabili al genere storico anche La Voce del Maestrale trae origine da verita’ conosciute all’autore come patrimonio personale e attraverso la ricerca. Questa e’ la prima opera di narrativa pubblicata che racconta di un prodotto unico nella storia della scienza alimentare: la pasta. La vicenda e’ quella di una famiglia di imprenditori siciliani, grandi interpreti di questa tradizione industriale dell’isola nei luoghi d’origine del prodotto. A Termini Imerese vicino Palermo, infatti, abbiamo le prime notizie certe circa la lavorazione della pasta fin dal 1154. Dunque cento anni prima la nascita di Marco Polo, l’esploratore fino ad oggi considerato colui che scopertala in Cina la fece conoscere in occidente. La pasta invece e’ nata in Sicilia e, per amore di verità, a Termini Imerese. 

La Voce del Maestrale si aggiudica il Premio Elmo

Spirando da nord ovest, il Maestrale è un vento foriero di quel cambiamento climatico che annuncia il freddo e la stagione invernale. Impetuosamente si abbatte sulle coste sarde e sicule, portando un mare in tempesta e violente mareggiate. Ed è attraverso questa descrizione che possiamo riassumere il libro di Nunzio Russo, La voce del Maestrale, con il quale ci riporta in terra di Sicilia e nelle atmosfere contrastanti che la caratterizzano. Terra di orgoglio mai sopito e di quella durezza, tipica di chi affronta un vento freddo e il mare in tempesta, che sfocia nella violenza e nei drammi che tutti noi conosciamo, anche solo marginalmente. Una trama che si dipana attraverso la storia, presentando una saga familiare dal tipico sapore nostrano. Imprenditori di lunga tradizione, i protagonisti vivono la realtà con dignità e tenacia, affrontando le avversità a testa alta e senza mai cedere agli elementi, ma solo alla voce del proprio cuore. Tuttavia, per poter comprendere a fondo le contraddizioni di questa magnifica Terra, è necessario viverla, immergersi nella cultura e nel quotidiano, nei colori e nello spirito che solo la Sicilia è in grado di offrire.

Domenica 7 settembre, Nunzio Russo ha ritirato il Premio Elmo (un ampio articolo è stato inserito QUI), conferitogli per il successo ottenuto con il suo libro. Un trionfo più che meritato, che premia la cultura italiana in ogni sua forma, garantendo quel passaggio ai posteri che tanto auspichiamo. Proprio per favorire la divulgazione degli aspetti culturali più tipici, presenti nella letteratura italiana, La voce del Maestrale è ora proposto in offerta su Amazon.

La notizia è stata ufficializzata nel corso di un incontro che si e’ svolto nell’aula magna dell’Universita’, dove si sono ritrovati testimoni diretti e indiretti di questa bellissima pagina di storia. (…) E’ un capitolo che arricchisce la storia dell’importante polo industriale reggiano ed amplia ulteriormente la gia’ vasta gamma di strumenti e meccanismi usciti dalla fabbrica prima e a cavallo dell’ultimo conflitto.

(AGENPARL) – Foligno (Pg), 26 set – Un evento di grande spessore culturale quello che si terrà stasera all’Università della Pasta (ridotto Auditorium San Domenico) alle ore 19.00 nell’ambito della manifestazione Primi d’Italia a Foligno. L’Università dei Sapori di Perugia, in collaborazione con Aliveris, marchio della storica Industria Alimentare Filiberto Bianconi 1947 S.p.A presenta un excursus storico sull’origine della pasta, prodotto 100% made in Italy e che affonda le sue origini in una straordinaria Sicilia di altri tempi. Se ne parlerà proprio grazie a “Il Romanzo della Pasta italiana- Dal primo spaghetto della storia, all’evoluzione della pasta moderna”. A ripercorrere le origini ci sarà Nunzio Russo, autore del pluripremiato “La Voce del Maestrale”, prima opera letteraria dello scrittore e imprenditore nato in Sicilia nel 1960 e  discendente di una famiglia di produttori industriali di pasta siciliana e grande appassionato di arte letteraria. Russo coinvolgerà il pubblico in questo affascinante percorso storico che lui ha avuto la fortuna di conoscere da vicino, come rappresentante della quarta generazione di pastai. Tutto ebbe origine, documentato da fonti storiche, nel 1154 tra Termini Imerese, vicino Palermo, nella Sicilia Occidentale e la limitrofa Trabia. E perciò cento anni prima della nascita di Marco Polo, considerato come lo scopritore di questo alimento in Cina e come colui che poi lo diffuse in tutto l’Occidente. La pasta di Termini Imerese non conobbe sosta, arrivò in America nei primissimi del ‘900 quando nella cittadina siciliana erano ben quarantacinque i pastai e mugnai. Questo e molto altro sarà presentato dallo stesso Russo stasera a Foligno. Un’occasione imperdibile per conoscere l’autore, che la pasta, indubbiamente, ce l’ha nel Dna. 

CHI E’ NUNZIO RUSSO. Nunzio Russo è nato a Palermo nel 1960, dove è cresciuto e dove sono nati i suoi figli, Francesco e Massimo. Discendente da antichi produttori di pasta alimentare siciliana, secondo la rigida tradizione familiare appena adolescente si è accostato all’attività imprenditoriale paterna. Oggi l’autore è un libero professionista, da volontario raccoglie testi antichi e classici trasferendoli su supporto elettronico a vantaggio delle future generazioni e si occupa di comunicazione ed editoria per il sindacato degli agenti immobiliari italiani. Ha due grandi passioni: la Sicilia e l’Africa.  Il suo blog è www.nunziorusso.it

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